Storia

Gaetano Sarnelli

Gaetano Sarnelli

Ad Ischia nel 1990, su iniziativa di Gaetano Sarnelli, nasceva la Galleria Vittoria Colonna, quale naturale evoluzione della sua passione collezionistica per la pittura napoletana del XIX secolo. Con tale apertura, Sarnelli coronava il sogno di poter comprare tutti i quadri che gradiva poiché, con il tempo, aveva accresciuto più la soddisfazione del ritrovamento del capolavoro che il suo possesso. La frenetica attività della galleria si concretizzò in due ricchi cataloghi che, andati immediatamente a ruba, sono ancora oggi ricercati tra i collezionisti del settore.

I crescenti successi di pubblico, che sempre più numeroso animava la sua galleria e le richieste che gli venivano da tutt’Italia, indussero Gaetano Sarnelli a superare il perimetro dell’isola ed allargare la fruizione delle opere proposte in una sede dove stabilmente, si potessero ammirare. Per questo, nel 1993 Sarnelli decide di salpare dal mare familiare d’Ischia ed istallarsi a Napoli, proprio di fronte la storica sede del Mattino a via Arcoleo. È la svolta. Fotografie, fax, cataloghi arrivano a decine, come le telefonate e le “segnalazioni” di questo o quel “buon quadro” che daranno vita ad importanti collaborazioni con collezionisti ed operatori del nord Italia. Ciò nonostante lui, che aveva fatto fortuna nei precedenti trent’anni col suo rinomato albergo termale “Don Pepe” a Lacco Ameno, continuava ad essere un intrepido appassionato che nelle pause di lavoro girava in lungo e in largo l’Europa contribuendo a riportare molti dei capolavori degli artisti meridionali dell’Ottocento.

Da tempo, nelle case d’asta londinesi e americane, la voce di Sarnelli era risuonata più volte, sovrastando gli antiquari del nord Italia, per aggiudicarsi con coraggio e lungimiranza le opere più belle e con esse partecipare alle più importanti mostre di settore. La filosofia di Sarnelli è rimasta negli anni la stessa e cioè la ricerca della qualità dell’opera senza compromessi poiché è scaduto il tempo delle opere mediocri e con esse è pure scemata la carovana di improvvisati esperti e spacciasentenze. È allora illuminante un giudizio di colui che fu il decano degli antiquari di pittura napoletana, Tullio Giosi, il quale ricordava che l’affare è spesso confezionato per gli sciocchi. E a proposito di Giosi farà piacere conoscere cosa pensava l’anziano esperto di Sarnelli. Egli diceva: “Non tutti nascono coraggiosi e Sarnelli tutto è fuorché un Don Abbondio”.

Ecco dunque che, a partire dal 1996 la galleria Colonna si sposta in via Domenico Morelli, la strada degli antiquari ed inizia una nuova collaborazione editoriale che dal 1997 al 2011 garantisce al pubblico appassionato una ventina di ricchi cataloghi oltre a diverse monografie di illustri pittori. Cosicché si allarga il giro dei collezionisti che gli richiedono un incontro per potersi accaparrare uno dei tanti capolavori di ritorno a Napoli. Allora su questo ciclo Sarnelli intensifica il filone delle esposizioni.

Da quel momento nasce la stagione delle grandi opere con mostre annuali e ricchi cataloghi a supporto. Mostre e ancora mostre. Ma questa volta sempre più mirate alle correnti e alle singole personalità artistiche, poiché è da tanto tempo che Sarnelli lo ripete: “La migliore conoscenza delle scuole regionali passa necessariamente dall’approfondimento dei migliori esponenti di tali correnti”.

Ma i tempi cambiano e bisogna adeguarsi. Il modo pacato di Sarnelli di introdurre ed illustrare i propri quadri dipende dal carattere dell’uomo, ma è anche frutto della consapevolezza di un prodotto lungamente ed accuratamente selezionato per un clientela divenuta sempre più esigente e più accorta nell’acquisto delle opere.

Per questo motivo Gaetano Sarnelli nel 2014 sceglie di trasferirsi, sempre in via Morelli, ma all’interno di un palazzo, al numero 24, con un più appartato studio posto al primo piano dove poter ricevere, assieme al nipote Ivan con grande discrezione la vasta platea degli amatori della pittura napoletana del XIX e XX secolo e con essi accettare una nuova sfida che siamo certi, Gaetano Sarnelli, e il nipote sapranno vincere.


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